Fondazione Pietro Gamba Onlus
Associazione Amici Pietro Gamba Onlus
SILVIA (25 ANNI) INTERROGA SUO PAPA' (65 ANNI) dopo tre settimane insieme in Italia.

23/01/2018


Silvia: Dopo tre settimane passate insieme in Italia, mi rimane la sorpresa di aver trovato delle belle persone, viste per la prima volta in Bolivia, ora ritrovate nell'ambiente italiano durante gli incontri pubblici.
Cosa pensi di tutto questo?


Pietro: È un bel segno dello spirito del volontariato, così come per me è un segno positivo la tua decisione di accompagnarmi e presentarti al pubblico come medico che si prepara ad acquisire una Specialità.
Il tuo italiano, quasi perfetto, ti ha aiutata a presentarti con me.
Ritrovare attorno a noi persone motivate, impegnate e con entusiasmo, ricarica lo Spirito e la voglia di fare.

È un dono di amicizia che nasce dalla Solidarietà ed eleva la convinzione che il Bene non lo facciamo da soli ma con una squadra alleata e che si impegna.
Diverse persone, che non sono direttamente in contatto con il mondo dei poveri, coltivano nel loro profondo, il desiderio di Donare qualcosa della loro volontà per gli altri in difficoltà, contribuendo ad aggiustare un po' il mondo perché diventi migliore.
Le circostanze a volte impediscono nei fatti tale manifesta decisione.
A volte per molti, questa voglia di fare, rimane nascosta, a livello di desiderio.

Altre persone, riescono a dire il loro affetto e la voglia di dedizione agli altri, pur restando nel loro ambiente e dedicando da lì il proprio tempo e la personale partecipazione.

Silvia: Questi ultimi sono gli amici EMIDIO, SIMONA, PAOLA , MARCELLO e altri amici?

Pietro: Sì. Proprio così.
Prova pensare a Emidio, un semplice operaio di una fabbrica di scarpe, che a Montegranaro nelle Marche ha organizzato una serata indimenticabile, nel miglior ristorante del suo paese con la presenza di più di 250 persone cariche di tanta amicizia e sensibilizzate con la voglia di cambiare per aiutare i più disagiati del mondo.
Ricorda come ci hanno accolto i suoi genitori, ex emigranti in Svizzera e rientrati nella casetta costruita con i risparmi del duro lavoro, trovandoli pensionati e contenti per il coinvolgimento della loro famiglia allargata di parenti venuti dal Molise per una serata preparata da mesi.

Dopo la festa, il pranzo insieme, con alimenti genuini e naturali da loro coltivati, così come erano genuine e sane le persone incontrate nella famiglia di Emidio.
L'impegno di Emidio, rimasto un mesetto da noi in Anzaldo, manifesta in modo trasparente le sue motivazioni di darsi agli altri nel bisogno anche se rimane obbligato nella sua fabbrica e nel suo quotidiano di lavoro.
Pensa alla sorpresa che ci ha riservato Simona, conosciuta ad Anzaldo lo scorso anno nel mese di Febbraio come anestesiologa.
Ritrovata a Firenze, nella sua città, mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, al Rinascimento dei Medici, con un banchetto preparato in un cascinale fiorentino con ogni ben di Dio.

Ricorda che le cose migliori servono per far onore all'ospite! Che emozioni ci ha regalato in quella serata di pioggia e di ritrovo nel piccolo bar caratteristico illuminato a festa sopra l'Arno!

La gente continuava ad arrivare, presentandosi: "Piacere sono il professore tale.. sono il Primario... sono il collega.. sono l'anestesiologa in formazione.. io lavoro con Simona. Tutti erano venuti perché avevano tanto sentito parlare di me e dell'esperienza fatta da Simona in Bolivia.
Indubbiamente è stata una dimostrazione dell'amicizia provata dai colleghi di lavoro e amici di Simona.
La sorpresa è stata ritrovare circa 140 persone in piedi perché i posti a sedere erano limitati a solo a qualche tavolo del bar.

Quello che abbiamo potuto dire non era importante come è stata invece la dimostrazione di una apprezzata Simona nel suo ambiente di lavoro che semina per noi!
Chissà cosa poi ha raccontato in giro della sua esperienza con noi in Bolivia.
Per me Bello, riconfortante e di indimenticabili emozioni!

E la serata a Cesena? Noi la ripetiamo dal 2010 ininterrottamente.
E ogni anno sempre con rinnovato calore e partecipazione con più di 200 persone alla cena Solidale, con calore romagnolo e gli alpini da quando dal 2008, Marcello e Cinzia si sono sposati in Anzaldo!

Da quel momento hanno coinvolto gli amici degli amici che sempre ci sono e in tanti .
Che bei momenti regalateci! E quest'anno a Cesena c'era ancora Gianna, la biologa rimasta nel nostro laboratorio e venuta da Roma dopo aver organizzato una serata Lirica per la raccolta fondi che ha avuto grande successo e generato molto entusiasmo.

Silvia: Insomma tanti amici sono riconoscenti e sono solidali con noi per essere passati da Anzaldo.
Altri, seppur non conoscano la Bolivia, dimostrano vicinanza come a Cremona, Treviolo, Albino e Stezzano.


Pietro: Lo stesso motivo che anima quanti hai conosciuto volontari in Anzaldo, anima molte persone con profondi valori che li manifestano, perché il mondo è ricco di voglia di Bene.

A Cremona, nella cena organizzata dai due pensionati, instancabili per i contatti e la loro forza di coinvolgimento (Maria Rosa e Sergio), vi erano molti giovani assetati per nuove scelte di impegno e bene, così come erano diverse le persone impegnate nel sociale.
Sono mondi che abbiamo avvicinato con storie di grosso impegno.

Così a Treviolo, nel salone con 250 persone per la "cena del povero" , preparata da Claudio e Paola, dopo la proiezione delle immagini, il silenzio di chi ascoltava i nostri interventi, ci ha lasciato convinti di essere riusciti a far passare il messaggio ricavando il pieno senso dell'incontro.

Ad Albino, l'incontro con gli amici, organizzato da Giovanni e Vanna che da anni ci preparano l'accoglienza, è servito per un aggiornamento raccontando quanto durante l'anno riusciamo a fare con il loro aiuto.

E la cena solidale a Stezzano, in villa Zanchi, nel mio paese natale, con l'immancabile "gruppo missionario Progetto Missione" di Aldo e amici che da sempre mi hanno affiancato nell'aiuto fin dai primi tempi della scelta della Bolivia, mi ha permesso di rivedere amici, compaesani e parenti per un saluto prima della nuova ri-partenza.

La lista non è completa se qui trascuro, Ciro, Mario, Moira, Giuseppe, Bruno, Francesco, Sergio, che danno una parte del loro personale fatturato annuale per appoggiarci e rafforzarci nella convinzione che i passi dati vanno continuati.


Silvia: Il mio ultimo ricordo dell'Italia è dalla costituzione della Fondazione, (il 3 Dicembre 2010) mi sembra che da allora l'idea iniziale prende forma con nuovi appoggi.

Pietro: La Fondazione, come altre scelte fatte, rimane un sogno tutto da far crescere.
A me sembra diventerà anche una nuova sfida futura per te.
Le domande dirette che non ti hanno risparmiato nelle interviste televisive di Studio Uno a Cremona e a TV Bergamo, erano per rilanciare la sfida di chi continuerà tutto l'avviato.
Chi ci segue vuole sapere.

Sei sei stata brava a rispondere che adesso stai pensando alla specialità per preparati ancora meglio.
Sono certo che questi passi che hai davanti ti permetteranno di fare meglio di me, per continuare il sogno, o meglio, per continuare a sognare alto.
La sfida è che il sogno non sia slegato dalla realtà che si può concretizzare.
Il Bene si riesce a tradurre nel quotidiano, senza scuse, senza malavoglia ma con passione, forza e coraggio perché i risultati veri, sono quelli che riusciamo a costruire con decisioni di impegno e responsabilità accresciuta in tanti diversi momenti.

Quando sentiamo che il Signore è nella volontà dei nostri passi, non si può restare comodamente seduti a guardare fuori dalla finestra o delegare ad altri magari più autorizzati di noi.
È coinvolgendosi e camminando insieme alla gente che si cambia e ci si avvicina ai loro bisogni e, con sorpresa, ci si ritrova anche un cuore che straordinariamente pulsa pieno di gioia.
Dott. Pietro Gamba