Fondazione Pietro Gamba Onlus
Associazione Amici Pietro Gamba Onlus
UN RICONOSCIMENTO MERITORIO

08/06/2018


UNO SPICCATO SPIRITO MISSIONARIO MANIFESTATO CON L'APPOGGIO A OPERE INIZIATE , FATTE CRESCERE E SEGUITE, AIUTANDO I MISSIONARI PARTITI DAL PAESE DI STEZZANO

Negli anni settanta andava di moda raccogliere carta e stracci nelle vie del paese e appoggiare progetti in missione. Servendoci del carro agricolo e del trattore, che era delle famiglie contadine di cui faceva parte anche la mia, si girava stramazzanti nelle contrade del paese per ripulire cantine, solai e ripostigli vari, per poi scaricare il tutto in un punto di ritrovo che era il deposito generale, dove la raccolta veniva poi selezionata per ricavare dalla vendita e tramutare il tutto in aiuto.


Al tempo l'obiettivo mirato era la costruzione di un pozzo in Africa dove c'era una volontaria del mio paese, Stezzano.
Gioia, entusiasmo e sapere di essere partecipi di opere di Carità seppure indirette, ci attivavano e motivavano... e intanto lo Spirito per dare agli "altri lontani e non conosciuti" veniva rafforzato e si costruiva più forte. Il gruppo missionario, ormai storicamente avviato, è sempre stato attento con la riunione settimanale all'Oratorio, sensibilizzando alle problematiche del Terzo Mondo e amministrando l'esempio generoso della Solidarietà per i missionari del nostro paese. Da quegli anni settanta, questo Spirito di Solidarietà e aiuto rimane ancora attivo..

Ricordo le prime telefonate, i primi aiuti che arrivavano dalla beneficenza per costruire e iniziare il sogno dell'Ospedale che doveva servire per la Salute di queste popolazioni. E al rientro in Italia, l'incontro organizzato con il "gruppo storico" , dove si sono turnati tanti giovani con un paio o più di generazioni. La progettualità di aiuto al bisognoso che nasceva dal pensare all'altro (e tra questi quello maggiormente in difficoltà), ha portato a pensare all'aiuto gratuito per tutte le chirurgie di Emergenza di addome acuto, che arrivavano all'Ospedale con il volvolo intestinale per il mal de Chagas.

Oggi quest'azione continua. Non è più così ben mirata e specifica rivolta a una sola patologia (che è andata riducendosi negli anni) ma allargata ai bisogni che durante l'anno l'Ospedale incontra nei bambini fratturati, osteomieliti, anziani che non possono pagare. Insomma un'attenzione di aiuto vigile e presente per la Salute e le povertà del posto, grazie al gruppo di appoggio "Progetto Missione" che non è mai mancato; un braccio operativo della Provvidenza visibile e concreta.

LA TESTIMONIANZA DELLA ATTUALITÀ DELL'AIUTO DEL "GRUPPO PROGETTO MISSIONE" NELLA POVERTÀ ANCORA PRESENTE

Faccio il giro dei miei pazienti di oggi e, scavando nelle loro storie, trovo ancora un forte carico di povertà. Trovo Wilder il ragazzo di 17 anni, qui da noi da ormai due settimane. È arrivato dopo aver sopportato dolori atroci e aspettato più di 24 ore prima di decidere per l'Ospedale...forse credendo che la morte arrivasse più in fretta della cura. Invece ha vinto il dolore che l'ha fatto cedere e arrendere, portandolo da noi e oggi, finalmente, possiamo dire di avergli salvato la vita da morte sicura. Quando è arrivato era con un addome a tavola, disteso e impalpabile dal dolore.


Il chirurgo, e tutti noi, ci siamo guardati interrogati nel vedere cosa faceva vedere l'addome aperto. Il fegato sanguinante aveva una breccia aperta che lo divideva a metà, il pancreas era maciullato e sezionato vicino alla testa, il duodeno presentava una apertura visibile da chiudere che contaminava il campo.

Dalla cavità addominale si sono aspirati tre litri abbondanti di sangue, poi trasfuso cercando dai parenti. Anche un italiano, passato di qui (sembra per una visita di Cooperazione Internazionale) è stato "tipizzato" ed essendo compatibile, si è trasformato in un improvvisato ma benefico donatore volontario, con sua grande meraviglia dato che era la sua prima vista all'Ospedale! Ora Wilder si è alzato dal letto e mangia; posso fare con lui una foto. Suo padre sà che, seppur ha dovuto pagare un costo per questo suo figlio in età delle distrazioni, se l'è cavata ancora con poco. In città i costi sarebbero stati in dollari invece che in boliviani, con una maggiorazione di circa sette volte!.

Wilder, porta tatuate sugli zigomi due stellette; per fortuna non siamo in Messico dove chi ammazza una persona si fa tatuare dalla banda di appartenenza una lacrima per ogni omicidio compiuto. La spavalderia dei suoi anni giovani, che lo esalta per essere qualcuno che emerge nella società di appartenenza, lo hanno spinto a correre ad alta velocità in moto senza fargli vedere una "tranca" (un palo di eucalipto colore terra) che gli sbarrava la strada all'altezza dell'addome. Forse non si è neppure reso conto del forte impatto mentre la moto continuava sotto la sbarra rimasta rigida nel suo addome causandogli seri danni ai suoi organi! Wilder sarà aiutato con gli aiuti del gruppo "Progetto Missione".




L'altro è Martin, proveniente dal Nord Potosì. Sembrava il solito "volvolo" con addome acuto che conosciamo bene essendo la patologia del mal de Chagas dovuto alla vinchuca che, in circa vent'anni, immobilizza l'intestino. Il suo intestino era già stato operato una decina di anni fa. A nulla sono serviti i sondaggi per liberarlo! Piegato in due, in posizione maomettana, si è lasciato poi sfinire su un lato del corpo per il dolore. Un dolore insopportabile, calmato solo dall'anestesia.
Quando si è aperto l'addome abbiamo visto un intestino color nero per la sofferenza della necrosi e dell'insufficienza che porta lo strangolamento, portando in circolo tossine in alte dosi e che sono mortali.


Oggi mi confessa che suo figlio, è da poco in carcere. Dalla zona tropicale, dove si produce coca, ha accettato di trasportare droga ingerendola nello stomaco per passare i posti di blocco. Ed è stato scoperto come "ghiottone". Martin e Wilder sono stati aiutati a vivere grazie al gruppo "Progetto Missione". Oggi devono la vita anche grazie all'esistenza di questo gruppo, al suo Spirito e testimonianza di Fede per "rimanere" in Colui che non ha mai abbandonato e deluso.

Di cuore un GRAZIE per la vostra esistenza, per il grande impegno mantenuto fedele negli anni e per la testimonianza di Bene che portate tutti i giorni!

Dr. Pietro Gamba