Un contagioso sorriso di gioia e speranza

10 Gennaio 2022

L’inizio dell’anno nuovo è illuminato dal sorriso con cui Lizeth, una piccola di nove anni, ha accolto la bambola che le avevamo promesso quando, qualche giorno prima, era arrivata in ospedale. La gioia espressa dal suo volto è stata la ricompensa più preziosa, e vorrei riuscire a trasmetterla a tutti, perché ci accompagni ogni giorno dell’anno che abbiamo incominciato ad attraversare.

Vedere questa innocente espressione di felicità mi ha riportato magicamente indietro nel tempo, ai momenti più belli dell’infanzia, quando nella notte di Santa Lucia si riceveva il regalo da tempo desiderato e accarezzato nel pensiero. Quando il desiderio si realizzava, ne scaturiva un sentimento di gioia e gratitudine, per aver ricevuto ‘direttamente dal Cielo’ il premio meritato col buon comportamento tenuto nell’anno.

La storia di Lizeth inizia, per noi, quando una pastorella arriva all’ospedale, accompagnata da suo papà che l’aveva trovata svenuta a terra, con un braccio rotto, un moncone d’osso sporgente e infangato, la mano insanguinata e penzolante.
La piccola, incaricata di controllare le capre al pascolo, era caduta dall’albero su cui era salita per sorvegliarle ed evitare che qualcuno di quegli irrequieti animali si allontanasse. Lizeth non ricorda niente dell’incidente, quando è rinvenuta ha trovato accanto a sé il padre, accorso dopo essere stato avvertito dal fratellino che era con lei.

Ad Anzaldo è arrivata il giorno dopo l’infortunio, sull’ambulanza del centro più vicino a casa sua, mentre eravamo assorbiti dagli impegni già programmati, tre interventi alla prostata e una frattura scomposta del gomito riportata da una donna caduta in moto.
Lizeth non parla una parola di spagnolo, con lei ci si intende solo in quechua; è la prima volta che si allontana dal lontano paese dove è nata, non sa leggere e a malapena sa scrivere il proprio nome. E’ agitata e urla di paura quanto di dolore, le infermiere riescono a iniettarle per endovenosa i primi medicinali e antidolorifici solo promettendole un regalo

Subito esprime il desiderio più grande, covato e represso da tanto, un sogno impossibile anche solo da chiedere ai suoi poveri genitori: in cambio della promessa di lasciarsi bucare la vena senza urlare e senza agitarsi chiede di avere una bambola. Il giorno dopo la bambola arriva dalla città, e il primo giorno del nuovo anno Lizeth al risveglio si trova accanto sul cuscino il regalo che premia il suo coraggio nell’affrontare la ‘tortura’ ed esaudisce il suo desiderio.
Ma c’è un regalo anche per noi che abbiamo mantenuto la promessa: il sorriso di gioia purissima con cui la bambina manifesta piena soddisfazione e gratitudine per il sogno che si è avverato. Cosa altrimenti quasi impossibile per lei, nata in una famiglia di contadini, povera e lontana dalla civiltà.

Ora ha una bambola tutta sua, con cui giocare e liberare la sua fantasia di bambina, parlandole, accarezzandola, pettinandole i capelli e facendole da mamma, magari anche rimproverandola quando rischia di farsi male…
Come ho accennato, quando l’ambulanza che trasportava Lizeth è arrivata all’Emergenza del nostro ospedale, eravamo impegnati nel programma gratuito di chirurgia prostatica che abbiamo lanciato nei mesi scorsi, mentre il traumatologo venuto dalla città stava intervenendo per ricomporre la frattura al gomito riportata da una signora. L’iniziativa di realizzare ad Anzaldo una campagna per la patologia della prostata è partita dal dottor Maurizio Flores.

Maurizio aveva passato da noi un periodo durante la sua formazione, prima di laurearsi in medicina; ora si è specializzato in urologia a Santa Cruz, la città più grande della Bolivia, dove risiede con la famiglia. Quando ha manifestato il desiderio di prestare gratuitamente la sua opera per un giorno, mettendo le sue conoscenze professionali a disposizione di chi non ha i mezzi per pagarsi un intervento alla prostata, ha ricevuto da noi una risposta immediata ed entusiastica. Così abbiamo programmato tre interventi, due turp e una chirurgia aperta, destinate a persone prive di risorse finanziarie: Francisco, Angel e Marcelino. Conosco tutti e tre da 44 anni, sono ormai vecchi amici, e si sa, con l’età la prostata si fa sentire.

Ognuno di loro ha una storia che meriterebbe di essere raccontata, ma qui dico solo che hanno ricevuto in regalo un intervento per loro prezioso quanto la bambola per Lizeth
Quel giorno per la prima volta le nostre due sale chirurgiche sono state utilizzate in simultanea, una per l’urologo l’altra per il traumatologo; il quale, dopo il gomito della signora, ha sistemato anche la frattura della piccola Lizeth. Insomma, giornata piena all’ospedale.

Cinque interventi in un giorno sono stati un grosso impegno, con il poco personale che ci siamo ritrovati a fine anno. Ma il sovraccarico è stato sostenuto a dovere, l’organizzazione ha funzionato fino all’ultimo dettaglio, garantendo ai due specialisti un supporto professionale.

Sembra destino che proprio quando scarseggia il personale (a fine anno, con il richiamo delle feste in famiglia, le richieste di permessi o ferie sono sempre più numerose del solito) si moltiplichino gli impegni, quasi per metterci alla prova. Vedendo le due sale chirurgiche in azione è sembrato di assistere a un concerto, in cui ciascuno suona il suo strumento andando a comporre una sinfonia, risultato di uno sforzo collettivo che incanta.

E si prova gioia nel vedere la riuscita di un’azione benefica che non sempre si ottiene, e molte volte è compromessa dalla paura o dal calcolo. Una gioia speciale, una soddisfazione che dà la carica, che riempie di nuova forza e di emozione. E’ qualcosa che viene dal profondo, è la gioia di un dovere compiuto, in cui per un momento sogno e realtà coincidono.

Mi viene in mente la frase che riassume con esattezza questo piacere spirituale: ‘Dio ricompensa con Gioia chi produce Amore’.
E’ vero; benessere e gioia ti pervadono quando riesci a fare il bene degli altri. Dio è presente e la sua ricompensa è una gioia speciale, da provare. E’ questo l’augurio per il nuovo anno che inizia e presenta davanti a noi tanti giorni, con le mille opportunità che ci farà incontrare per provare lo stato di ‘benessere spirituale’ di quando doni agli altri. L’amore per gli altri è una forza che parla di infinito.

Dott. Pietro Gamba

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